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Ancora Nouvelle   versione testuale

"Ripensare il movimento alla luce del nostro tempo", dice Viganò. Che saluta il convegno sulla primavera del cinema francese.
"È alla base del progetto di questo convegno sulla Nouvelle Vague, l'idea di rileggere e riattraversare, alla luce del nostro tempo e fuori da ogni prospettiva musealizzante, uno dei momenti fondativi della modernità cinematografica e, più in generale, come fu già per le giornate dedicate al neorealismo, di ripensare attraverso la Nouvelle Vague il cinema, la sua storia, la sua evoluzione". Così Dario E. Viganò, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, saluta l'apertura dei lavori di "50 fois Nouvelle Vague", il convegno di studi internazionali che la Fondazione dedica allo straordinaria primavera del cinema francese.
La prima delle tre sessioni del convegno - quella inerente l'universo poetico della Nouvelle Vague - è partita stamattina, nella Sala Anna Magnani dell'Ambasciata di Francia, con gli interventi di Alain Bergala (Université Paris 3), Ruggero Eugeni (Università Cattolica di Milano), Eugenio Renzi (Cahiers du cinéma) e Roberto De Gaetano (Università della Calabria). Presiede i lavori Antonio Costa (Università IUAV di Venezia).
La seconda sessione del convegno - una disamina del vasto e variegato laboratorio teorico-critico che annuncia, accompagna e sopravvive al movimento - è in programma oggi pomeriggio (sempre presso l'Ambasciata di Francia, ore 15-19), con le relazioni dello stesso Antonio Costa, Suzanne Liandrat-Guigues (Université Lille 3), Emmanuel Burdeau (Cahiers du cinéma) Jean-Louis Leutrat (Université Paris 3) e Giorgio De Vincenti (Università Roma Tre). La giornata terminerà con la proiezione (ore 20) di Une femme est une femme (1961) di J.-L. Godard. Domani la terza e conclusiva sessione di lavori.
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