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Cinema e Fede   versione testuale


Il 23 ottobre - alle ore 21.15, Mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, ha inaugurato al Cinema Sala Trevi la rassegna cinematografica Cinema e Fede, organizzata dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale e il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.
Sono intervenuti Mons. Dario E. Viganò, Presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo ed Enrico Magrelli, Conservatore della Cineteca Nazionale, che, dopo aver espresso la familiarità e la consuetudine lavorativa che lega la Fondazione con il CSC, ha spiegato come la parola “Fede”, nella storia del cinema, esista e resista nel tempo. Il cinema racconta il mondo, l’uomo, le paure, i sentimenti, le passioni e la fede, presente anche in film dove non sembra esserci. Anche se gli anni passano e i costumi sono in continua evoluzione, alcuni temi rimangono radicati dentro ognuno di noi, come appunto la fede.
Mons. Fisichella, dopo aver espresso il suo plauso all’iniziativa, ha raccontato il suo amore per il cinema e i suoi incontri degli ultimi giorni con Ermanno Olmi, una delle figure più rappresentative del cinema italiano, e Juan Manuel Cotelo, che ha firmato La última cima, film incentrato su un prete cattolico, record di incassi in Spagna. «Quando ero prete – ricorda Mons. Fisichella – nella mia parrocchia, una delle mie prime iniziative realizzate è stata quella di creare un Cineforum, perché il cinema è un linguaggio significativo, che attraverso la macchina da presa riesce a trasmetterci la visibilità di Dio». Solo il cinema ha la possibilità di farci vedere ciò che non è visibile agli occhi e, solo la macchina da presa, riesce a fissare l’attenzione sullo sguardo e sui volti, simbolo della drammaticità dell’esistenza e del trascorrere del tempo. Introducendo la visione del film Un giorno nella vita (1946) di Alessandro Blasetti, Mons. Viganò ha ribadito la necessità per il cinema dell’assegnazione di un patrono, suggerendo quegli angeli che avevano ispirato Wenders in Il cielo sopra Berlino. Luci in movimento, che fanno la spola tra il cuore degli uomini e Dio; come il cinema, che fa da spola tra ciò che appare, il visibile, e il mistero.
La rassegna “Cinema e Fede”, in programma alla Sala Trevi fino al 31 ottobre, è un invito a entrare in consonanza con se stessi e la Fede e a ripercorrere i sentieri della propria esistenza.
Stasera alle 21.30 sarà la regista Liliana Cavani a introdurre la visione del suo capolavoro Francesco d’Assisi del 1966.
Nel nutrito programma di appuntamenti: il 28 ottobre alle 21.00 Saverio Costanzo introdurrà il suo film In memoria di me (2007), mentre nella serata conclusiva di mercoledì 31 ottobre interverrà l’attore Marco Giallini a presentare Io loro e Lara (2010) di Carlo Verdone.


 
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