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Figure e forme dell'insularità 
Isole di cinema
Figure e forme dell'insularità   versione testuale
di Simona Previti
Prezzo: € 10,00







Che cos'è un'isola? Perché definire un paesaggio come “insulare”? La chiusura, la delimitazione ne fanno uno spazio sottratto dalla realtà quotidiana, ma allo stesso tempo affacciato sull'infinito – spazio chiuso, delimitato dai suoi bordi, dal cerchio dell’orizzonte; l’immensità però lo circonda. L’isola si pensa sempre rispetto a ciò che non è. Una dimensione spazio-temporale altra: si parte per rifugiarsi, evadere, per chiudersi entro i suoi confini protettivi, come vogliono tutte le fughe insulari della storia. Ma il cerchio non sempre protegge, a volte imprigiona, trattiene – isola-edenica/isola-inferno. Al cinema, l’insularità è condizione che incide fortemente sulla creazione: significa lasciare che qualcosa del luogo entri nel modo di filmare, sapere che qualcosa modificherà lo sguardo. Tutti i film insulari ritornano su forme simili di trattamento dello spazio – da Stromboli di Rossellini a Monica e il desiderio di Bergman, da L’avventura di Antonioni a Ai confini del mondo di Powell (ecc.) – un sistema di rime figurative che nasce per induzione dalla materia stessa dell’isola. I racconti dei set lo testimoniano: racconti di situazioni insulari tanto quanto i posti in cui si trovano, luoghi in cui ci si costringe per portare avanti progetti “impossibili”. Una piccola troupe, un numero ristretto di persone che si autoconfina; l'isolamento, il maltempo. Il film su un'isola è innanzitutto un'isola.

Simona Previti è dottore di ricerca in “Studi comparatistici” presso l’Università di Siena e in “Studi cinematografici e audiovisivi” presso Paris III Sorbonne-Nouvelle, dove ha seguito una co-tutela diretta da Alain Bergala. Collabora attualmente con il DAMS di Cosenza, tenendo seminari di cinema, e con la rivista «Fata Morgana» per la quale scrive regolarmente. è autore di un volume monografico su Claudia Cardinale, per le edizioni L’Epos nella collana “La carrozza d’oro”, e di vari saggi in volumi collettanei.

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Edizioni Fondazione Ente dello Spettacolo
2010, pp. 136
15x21 - € 10,00
ISBN 978-88-85095-51-9
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