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Italian Film Food Stories

Nel segno della condivisione e della solidarietà, dello “spezzare il pane”, come sottolinea Caritas, e in linea con il messaggio lanciato dal Padiglione del Vaticano, “Non di solo pane”, la Fondazione Ente dello Spettacolo, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, organizza in occasione dell’Expo Milano 2015 – Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita, nell’Edicola di Caritas Internationalis (Lotto S2) – Padiglione Santa Sede, la Mostra Fotografica Italian Film Food Stories.

La mostra, composta di 24 foto scelte attraverso un attento lavoro di selezione all’interno della Fototeca del Centro Sperimentale, è realizzata con il patrocinio della Direzione Generale Cinema del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e con la collaborazione di Istituto Luce-Cinecittà, ANEC, Roma Lazio Film Commission, Casa del Cinema, «Avvenire», TV2000 e Radio InBlu. La mostra è stata resa possibile grazie al contributo degli sponsor UP Europe, SIPOL, SEA, Varigrafica Alto Lazio e Press Up.

L’esposizione fotografica si propone di raccontare, attraverso il cibo e la tavola e con l’aiuto imprescindibile dei volti più noti del nostro cinema, i cambiamenti socioeconomici quanto il forte slancio di solidarietà che hanno caratterizzato la società italiana nell’ultimo secolo. Attraverso scene di film indimenticabili e scatti rubati sul set dalla maestria dei direttori della fotografia, Italian Film Food Stories ci propone una galleria di personaggi – da Amedeo Nazzari a Walter Chiari, da Isa Miranda a Vittorio De Sica, da Nino Manfredi a Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi, da Sophia Loren a Claudia Cardinale – capaci con l’intensità delle loro interpretazioni di accompagnarci nel ripercorrere la storia del nostro Paese.

Da Catene (1949) a L’audace colpo dei soliti ignoti (1959), da Il Gattopardo (1963) a Maccheroni (1985), i protagonisti del cinema italiano si ritrovano grazie al cibo, valido strumento di trasmissione valoriale, che ha il potere di ricucire senza dolore le naturali separazioni e i contrasti quotidiani tra generazioni diverse. È infatti nel sedersi a tavola che il cinema italiano ritrova tradizioni culturali, slancio vitale, solidarietà, piacere dell’incontro e del confronto, comunicazione e senso vero della condivisione.

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