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Scarp de’ Tenis a Venezia 75

Foto di Margherita Bagnara

Tra le star arrivate oggi al Lido di Venezia, ci sono stati anche venti senzatetto, venditori del giornale di strada Scar de’ tenis. L’occasione è stata la presentazione del programma condotto da Giacomo Poretti, avvenuta in occasione della 75ma edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. Tv2000 ha presentato quattro nuove produzioni nello Spazio FEdS della Fondazione Ente dello Spettacolo, allestito nella Sala Tropicana 1 dell’Hotel Excelsior.

 Scarp de’ tenis – incontri sulla strada, il programma condotto da Giacomo Poretti, realizzato da Showbiz insieme con il mensile Scarp de’ tenis.

Ne hanno parlato: Giacomo Poretti, attore e conduttore; Ranuccio Sodi, regista; Vito Anzaldi, Scarp de’ tenis; Stefano Lampertico, direttore di Scarp de’ tenis, Luciano Gualzetti, presidente Caritas ambrosiana. Durante l’evento sono stati proiettati alcuni spezzoni della prima puntata del programma in onda in autunno su Tv2000.

Scarp de’ tenis è un giornale, ma allo stesso tempo anche un progetto sociale promosso dalla Caritas Ambrosiana, e sostenuto dalla Caritas Italiana a livello nazionale. Vi prendono parte persone senza fissa dimora o che patiscono disagio o emarginazione sociale. A loro è affidato il compito di vendere il giornale, ottenendo una parte dei ricavi.

I documentari Il viaggio di Mohammed dello scrittore Eraldo Affinati e con la regia di Giuseppe Carrieri; Made by Iraqi Girls e L’estate più bella con la regia di Gianni Vukaj. I docu-film nascono da Tv2000 Factory, la neonata fabbrica del racconto della realtà della tv della Cei.

Erano presenti: Giuseppe Carrieri, regista, Gianni Vukaj, l’amministratore delegato di Tv2000, Massimo Porfiri, la responsabile dell’ufficio acquisizioni di Tv2000, Anna De Simone.

Ha moderato l’intero evento Fabio Falzone, giornalista di Tv2000 ed esperto di cinema.

Fabio Falzone: “Noi di Tv2000 amiamo il cinema in tutte le sue forme”. Massimo Porfiri: “Nel nostro lavoro usiamo realismo e poesia. Cerchiamo di raccontare la realtà con amore. Il nostro motore sono le persone”.

Luciano Gualzetti: “Uno dei nostri progetti più antichi. È un progetto che vuole incontrare le persone in difficoltà”. Stefano Lampertico: “Raccontare questa realtà è un’opportunità di lavoro per chi ha meno. Il progetto nasce dalla musica di Iannacci, il poeta della diversità”.

Giacomo Poretti: “Lavorare su progetti di questo tipo è sempre una sfida. Bisogna andare oltre i pregiudizi, volersi interessare alle cause. Il mio linguaggio è quello dell’ironia, che ti consente di trattare temi anche scomodo senza svilirli. Ho incontrato persone incredibili. Mi ricordo la storia di una persona che ha perso il lavoro, e non ha avuto il coraggio di dirlo agli altri. Ha mangiato per mesi in un refettorio. Questo gli ha permesso di rialzarsi. Ho provato anche io a mettere la pettorina e a vendere la rivista. E non è stato facile”.

Anna De Simone: “La factory è una grande novità. Offre contenuti extra e consente di raggiungere un pubblico che supera la rete. Non solo un film o un docufilm, ma una cronaca di vita”.  Giuseppe Carrieri: “Il mio è un viaggio al contrario, in Marocco. Una storia di grande umanità, alla scoperta della vita di un ragazzo diventato uomo. Abbiamo interpretato la realtà”. Gianni Vukaj: “Abbiamo voluto raccontare una storia d’incontro, dall’essere profughi a ricostruirsi un’esistenza”.