News

Burning Bush al XXII Tertio Millennio Film Fest

“Questa sceneggiatura per me è stato un dono, perchè mi ha permesso di tornare indietro nel tempo, a quando avevo vent’anni e stavo a Praga. Ho vissuto in prima persona gli avvenimenti del 1968. Raccontare questa storia in un modo tutto mio, evocare quel passato, è stata un’esperienza professionale molto preziosa, che mi ha permesso di mostrare l’Europa dell’Est di allora“. La regista Agnieszka Holland ha presentato con queste parole la proiezione di Burning Bush al Tertio Millennio Film Fest, presso il Cinema Trevi a Roma. Il tema del Festival è I giorni della rivolta. Guerra, rivoluzione e riscatto.

La miniserie racconta il gesto eroico di Jan Palach, lo studente che si diede fuoco in segno di protesta contro l’occupazione sovietica, durante la Primavera di Praga. Il governo cercò di farlo passare come un incidente. La madre invece diede inizio alla sua personale battaglia, per evitare che la memoria del figlio venisse cancellata. Ad assisterla, l’avvocato Dagmar Buresová, poi nominata Ministro della Giustizia nel 1989.

A 50 anni dal sacrificio di Jan Palach, Agnieszka Holland spiega: “I tempi del comunismo nell’Europa dell’Est sono poco noti. I cineasti e gli scrittori hanno parlato molto del fascismo, del nazismo, mentre l’esperienza del comunismo totalitario, molto lontano dalle idee di Marx e Engels, è poco noto. Penso che parte dei problemi che abbiamo oggi nel fronteggiare le minacce, dipendano dal fatto che non abbiamo mai imparato bene la lezione“.

“Non mi interessano i grandi meccanismi della storia di oggi, ma le vicende della gente semplice, le loro anime, le loro idee, le loro scelte. Per questo ho voluto accompagnare il pubblico in un viaggio in cui scoprire come le persone normali vivevano questa realtà. È facile capire la vigliaccheria, ma è difficile comprendere il coraggio. Voglio far vedere come mai uno che non sa di essere coraggioso alla fine può diventarlo. Non bisognerebbe mai trovarsi davanti a una scelta così tragica e difficile“, ha aggiunto la regista.

La proiezione presso il Cinema Trevi di Roma è stata realizzata in collaborazione con il Seminario di cinema “Eva Rosenbaumová” 2018, Sapienza Università di Roma; con il supporto delle università di Praga e Bratislava, dell’Istituto slovacco a Roma, del Centro Ceco di Milano, dell’Ambasciata della Repubblica Ceca a Roma e dell’Ambasciata della Repubblica Slovacca in Italia.