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Periferie digitali, quando il cinema fa scuola

L’iniziativa finanziata da Siae attraverso il programma Sillumina tocca due classi liceali di Roma e Napoli

Far crescere la consapevolezza del potere delle immagini, là dove il loro utilizzo è diffuso, quotidiano e spesso non accompagnato da adeguata conoscenza.

Il progetto Periferie Digitali, promosso dalla Fondazione Ente dello Spettacolo con il contributo di Siae, e grazie al sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nell’ambito del programma “S’illumina – Copia privata per i giovani, per la cultura (Ed. 2017), Bando 1 – Periferie Urbane”, ha fatto tappa a Roma e Napoli scegliendo stavolta di coinvolgere la scuola, in particolare gli allievi di due licei periferici, l’Eugenio Montale di Roma e il Quinto Orazio Flacco di Portici (NA).

Ogni liceo ha indicato una classe che, sotto il tutoraggio di un docente della scuola e con la guida del regista e sceneggiatore indicato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo Paolo Strippoli, ha prima partecipato a una rassegna cinematografica dedicata ai temi della crescita, del dialogo, dell’inclusione sociale e poi a un laboratorio sulla produzione di contenuti audio-video, in particolare di un breve videosaggio dedicato a uno o più film della rassegna.

I film della rassegna sono stati scelti di comune accordo con Alice nella Città, che ha aderito al progetto mettendo a disposizione della Fondazione il proprio know-how sulle scuole e la piattaforma “Scelte di classe”, dove le opere cinematografiche, una volta caricate, potevano essere viste in streaming.

Gli argomenti scelti dai ragazzi (in accordo con Paolo Strippoli) per i due videosaggi prodotti sono stati:

 

– analisi e confronto delle scelte linguistiche dei film Cuori puri e Diamante Nero, per gli allievi del Liceo Eugenio Montale di Roma;

– analisi tematica e stilistica del film La mia vita da Zucchina, per gli allievi del Liceo Quinto Orazio Flacco di Portici.

Al fine di garantire ai ragazzi delle classi partecipanti le basi per operare una corretta analisi delle opere, la prima parte del seminario ha fornito un’infarinatura generale sulle unità di base del linguaggio cinematografico:

 

– definizione di scena e sequenza;

– inquadrature (piani e campi);

– movimenti di camera (fisici e ottici).

Al termine di un breve quiz per valutare la comprensione degli argomenti trattati, si è stabilito con i ragazzi un percorso ipotetico per la realizzazione del video-saggio:

 

– temi dell’opera;

– scelte stilistiche e di linguaggio.

Definita la struttura del video-saggio, la classe è stata divisa in cinque gruppi:

 

– tre gruppi di autori (che hanno redatto i testi del video-saggio);

– un gruppo di lettori (che hanno interpretato i testi);

– un gruppo di montatori (che hanno lavorato attivamente al montaggio del videosaggio).

Ogni gruppo ha eletto un capogruppo che ha coordinato l’attività, garantendo che fossero rispettate le tempistiche. Tra un incontro e l’altro, ai ragazzi è stato richiesto di svolgere da casa alcuni compiti per garantire il completamento del lavoro nei tempi previsti dal progetto.

Il laboratorio romano si è concluso sabato 23 marzo, quello di Portici venerdì 29 marzo.


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