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Cinema-teatro Delfino: una sorprendente realtà culturale al Forlanini

La sede per i vostri eventi della Milano Movie Week, ci avevano detto quelli di Fondazione Ente dello Spettacolo, sarà il cinema-teatro Delfino. Nome curioso, per un’istituzione che non conoscevo neanche di nome. E come me quasi tutti i membri del gruppo.

Paradossale, se pensiamo che la struttura è una realtà culturale ormai consolidata, inaugurata negli anni ’70 e che da più di quarant’anni offre agli abitanti del quartiere e della città momenti di divertimento e di confronto culturale attraverso cinema, teatro e concerti.

Ci troviamo al Forlanini, periferia est di Milano, quartiere tra i più interessanti e sconosciuti della città. Si trova a sud del viale che gli ha dato il nome tra la cintura ferroviaria, via Mecenate e la tangenziale, nonché a pochi passi dall’aeroporto di Linate: è un quartiere ben tenuto, colmo di giardini privati e comuni, dove le suddivisioni sono quasi ovunque contraddistinte da siepi. Si rischia quasi di perdersi in mezzo a edifici tutti uguali, realizzati negli anni ’60 del secolo scorso, con le loro facciate in mattoni rossi incorniciate da fasce marcapiano bianche. Ma alla fine si arriva in piazza Piero Carnelli, inevitabile sbocco del quartiere, con l’inusuale parrocchia S. Nicola della Flue.

Tutto molto bello, ma la sala? Ci accoglie don Bortolo, anima dello spazio, e ci spiega che la sala parrocchiale esiste davvero. È solo un po’ nascosta, precisamente sottoterra, ed è anche grande! Recentemente è stata ristrutturata con soffici ed eleganti poltrone, su cui non manchiamo di accomodarci mentre definiamo i dettagli per gli eventi di settembre. Con un pizzico di (giustificato) orgoglio il parroco racconta che lo spazio è stato riconosciuto anche dal Comune di Milano, che nel 2012 gli ha attribuito il titolo di Benemerenza Civica. E l’impressione, in questo piccolo angolo lontano dai ritmi frenetici a cui siamo ormai assuefatti, è che il merito sia equamente divisibile tra i volontari che ci lavorano e i residenti che lo frequentano assiduamente e con affetto.

Testo a cura dei partecipanti al corso “Un lavoro da film”
www.entespettacolo.org/unlavorodafilm

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