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Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa. Arte contemporanea e mattoni rossi

È solo con un campo lungo che si può inquadrare il romantico Naviglio Pavese che scorre lento e ineluttabile da Milano verso la Pianura Padana. Stringendo il campo e procedendo con un delicato piano sequenza ci si trova con l’inquadratura di un dettaglio: mattoni rossi, piccoli, da soli quasi insignificanti, ma che uniti creano la maestosa chiesa di Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa. In questo luogo il tutto è più della somma delle parti, proprio come in un film, dove la poetica della pellicola non è data dalla semplice addizione di ventiquattro fotogrammi al secondo.

Questa chiesa sarà il luogo che ospiterà la parte di rassegna cinematografica che la Fondazione Ente dello Spettacolo (FEdS) dedica ai registi esordienti nelle serate del 13, 16 e 18 settembre, presentando rispettivamente, il regista Pietro Messina con “L’attesa”, “Bangla” del regista esordiente Phaim Bhuiyan e “Manuel”, film di Dario Albertini.

Come questi registi, per far emergere emozioni e sentimenti dai loro personaggi, dai loro occhi e corpi attraverso il sapiente uso di luci e ombre, di chiaroscuri, così, in un altro parallelismo che connette l’energia della location di Chiesa Rossa con la potenza evocativa di un film, all’interno di San Maria Annunciata è ospita un’installazione artistica permanente che è pura luce. Nel 1996, l’artista americano Dan Flavin intuì e concepì un’opera da intendersi come elemento di rinnovamento della Chiesa, progettata dall’architetto milanese Giovanni Muzio negli anni Trenta. Un anno dopo, in occasione della mostra dedicata a Flavin, morto nel novembre del 1996 prima di dare forma all’opera, la Fondazione Prada realizzò e donò il progetto postumo di Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa.

Un’istallazione che proprio come un film evoca emozioni grazie ai chiaroscuri creati dalla luce.

Testo a cura dei partecipanti al corso “Un lavoro da film”
www.entespettacolo.org/unlavorodafilm

 

 

 

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