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“Piano Italiano”: l’editoriale di Mons. Davide Milani per la RdC di giugno

Pubblichiamo l’editoriale del Presidente della FEdS e direttore della Rivista del Cinematografo, dal numero di giugno della Rivista del Cinematografo

Resterà nella nostra storia questo numero della Rivista che state leggendo. Copertina, approfondimenti e rubriche sono un “docufilm” della pandemia, subita, interrogata, affrontata: dalla prospettiva del cinema. Set chiusi, festival saltati, film mai visti, sale sbarrate, professionisti senza impiego, progetti naufragati: ne troverete ampia traccia insieme però alla volontà di trovare il modo per continuare il cammino, tra sofferenza e speranza, tra sogni e tentativi.

Protagonisti e interpreti di questo racconto della lunga, tragica, dolorosa traversata di un deserto infido e non si sa quanto esteso, sono esponenti di ogni momento del cinema: dagli autori ai produttori, dai distributori agli esercenti, sceneggiatori e addetti ai lavori. Ma troverete spesso, tra le pagine, anche l’impegno a narrare una visione, un’ipotesi di futuro, le intuizioni e le ambizioni su “come sarà” questa arte quando il cammino nel deserto sarà finalmente compiuto.

Rilievo dal vero, confronto con le grandi realizzazioni che testimoniano la possibilità di “farcela” anche in altre situazioni difficili e abbozzi di quel che sarà: tre fasi che come Fondazione Ente dello Spettacolo teniamo insieme in questi inediti mesi della nostra secolare storia per continuare la missione che ci viene assegnata. Ma la traversata di un deserto non è una parentesi, non è un passaggio con utilità solo funzionale tra il prima e il dopo.

Il libro biblico dell’Esodo – matrice di una sterminata produzione filmica – evidenzia come il cammino nel deserto del popolo condotto da Mosè non sia solo la narrazione della traversata tra l’Egitto e la Terra promessa, tra la schiavitù e la libertà. Questo passaggio, nell’esperienza di Israele, è il simbolo della vita, la chiave di lettura della vicenda umana. Con molteplici iniziative (la Rivista, il progetto #checinemafará, Recensioni dal balcone, i Festival pronti a partire, i libri…) stiamo indagando questa traversata consapevoli che essa stessa è vita, non solo amarissima transizione.

In questi tempi duri, oggi e non in un ipotetico futuro da vacche grasse, ci è chiesto di rinvenire – mentre soffriamo passo dopo passo nel deserto – le risorse materiali, artistiche e spirituali per continuare a fare cinema, i modi nuovi per seguitare a vederlo, la follia creativa e innovatrice per vivere l’esperienza insostituibile della visione in sala, inscindibilmente connaturale al cinema.

Certo serpeggia la rassegnazione davanti alla fatica della marcia in contesti impossibili, non manca chi è tentato di buttarsi a terra in attesa di un miracoloso elicottero che ci porti facilmente in salvo. Atteggiamenti simili sono l’anticamera della sconfitta e della morte: noi con fondata speranza pugnacemente lottiamo, con una direzione di cammino in testa, insieme e non da solitari marciatori, desiderosi di associare a noi i compagni di una sventura che – ne siamo certi – muterà di segno.