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LFF, le donne nella Chiesa sono protagoniste?

Foto Karen Di Paola

Maurizio Crippa, vicedirettore del Foglio, che modera il dibattito, mette subito in chiaro l’oggetto dell’incontro, il ruolo delle donne nella Chiesa.

È Lucia Capuzzi, inviata speciale di Avvenire, la prima ad intervenire presentando il suo libro Rosa dei due mondi, omaggio alle donne che hanno generato e continuano a generare vita e speranza. Rosa era la nonna di Jorge Mario Bergoglio. Dopo la prematura scomparsa della madre, nonna Rosa è diventata, per il futuro Papa, il riferimento più importante, la persona che lo ha sostenuto nelle scelte e guidato nel percorso, da vera luchadora, lottatrice, come lei stessa si definiva. Nonna Rosa è stata protagonista nella sua comunità ecclesiale e continua ad esserlo nella Chiesa universale attraverso il nipote.

Nel libro Francesco. Il Papa delle donne Nina Fabrizio, vaticanista Ansa, racconta della passione con cui Bergoglio aiuta e ascolta le donne. Tra le altre, ricorda la storia dell’attivista argentina Estela de Carlotto: “Si è presentata dal Papa chiedendo di essere aiutata a ritrovare i nietos desaparecidos, i nipoti confiscati dal regime alla nascita e dati in adozione ad altre famiglie. La risposta di Papa Francesco è se puede e un anno dopo è in Vaticano con lei a festeggiare il ritrovamento del nipote”.

L’ultimo libro protagonista della mattinata è La scommessa cattolica di Chiara Giaccardi (docente di Sociologia e Antropologia dei media all’Università Cattolica ) e di Mauro Magatti (docente di sociologia nello stesso ateneo). La docente propone una ricostruzione teologica del rapporto uomo donna attraverso tre parole: reciprocità, alterità e castità. “Papa Francesco, in realtà utilizza il termine “complementarietà” che, però, a mio parere richiama un’idea di staticità e disequilibrio e non di incontro e dialogo”.

In conclusione, Magatti riprende il tema, tra crisi della generatività e disgregazione sociale: “La logica oggi è quella della produzione che corrisponde al neutro, né maschile né femminile. È necessaria una svolta per passare dal metodo della produzione alla generazione, unica condizione sulla via del rinnovamento, cioè della vita”.