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Filiere e ferrerie: l’editoriale di mons. Davide Milani per la RdC di dicembre

Pubblichiamo l’editoriale di Mons. Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo e direttore della Rivista del Cinematografo, per il numero di dicembre della RdC.

 

FILIERE E FERRERIE

Chissà da dove ripartiremo. Facile dire che nulla sarà come prima, difficile affermare cosa cambierà. Necessario comprendere da dove arriverà la ripresa. L’articolato universo dello spettacolo in cui la galassia cinematografica viene impropriamente confinata, sta riflettendo con la sua molteplicità di voci, di interessi, di livelli di analisi sul momento di crisi attuale e su quanto serve per rianimarsi. Come chiave di lettura prevale quella della filiera economica: è un settore che si è trovato paralizzato da cause esterne (pandemia) e che in breve tempo ha visto arrestarsi le possibilità di generare un minimo fatturato per restare a galla. E grazie per le risorse pubbliche d’emergenza stanziate per (quasi) tutti.

Ma il termine filiera non è più pertinente per una ferriera? In tempi cosi duri non è il caso di sottilizzare. Primum (soprav)vivere. Ma da cosa ripartiremo quando la pandemia sarà un brutto ricordo e il piatto del ristoro sarà vuoto? La “filiera”, con le sue mille divisioni, avrà cercato unità di pensiero e di azione? Il punto di appoggio su cui agire per risollevare il mondo del cinema è solo il fatturato? Non è invece urgente riflettere sul pubblico che da tempo sta progressivamente lasciando la sale? La crisi della sala è anzitutto una crisi di socialità e cultura. Urgente una riflessione ad ampio spettro per salvare, rianimare e ricostituire le comunità intorno al cinema in sala, al teatro, ai musei, alle opere liriche, ai concerti. L’arte non è segregabile nella dimensione economica: ha sì un risvolto economico, ma si motiva per l’umanità che la abita, per la ricerca condivisa di esperienze di bellezza e di senso, per le relazioni che genera e rigenera. L’arte nasce, cresce e vive in relazione ad una comunità, anche quando sgorga dal gesto solitario di un artista.

Per dare un piccolo contributo per rigenerare la comunità di chi il film lo vuole in sala, unica strada per salvare questa insostituibile forma di visione, Fondazione Ente dello Spettacolo propone l’iniziativa Cine(ri)presa: vogliamo sentire da chi ama la visione comunitaria del cinema i motivi di questa passione, vogliamo amplificare questi messaggi, vogliamo premiare con un biglietto (da usare appena si potrà) queste dichiarazioni di amore e di bisogno, affianchiamo sale disposte a crederci e privati disponibili a sostenerci per far crescere ulteriormente il progetto. Ecco da cosa ripartiremo, dalla comunità di chi ama il cinema, dalla passione per cui facciamo questo lavoro e dal bisogno di vederne insieme, in sala, i frutti. Partiamo dalla fame di cultura, di senso di relazioni. Poi ripartirà anche la filiera, e sarà più solida anche della ferriera.