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Il pericolo che salva: l’editoriale di mons. Davide Milani per la RdC di marzo

Pubblichiamo l’editoriale di Mons. Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo e direttore della Rivista del Cinematografo, per il numero di marzo della RdC.

 

“Dove c’è pericolo cresce anche ciò che salva”. Martin Heidegger, citando Friedrich Hölderlin, sembra suggerirci la necessità di una profondità di sguardo davanti a quanto stiamo vivendo in questi giorni di un inverno che dura ormai da un anno.
Dentro i grandi pericoli di questa pandemia, con quanto sta provocando a tutti gli esseri umani, ci è data la possibilità di cogliere i germogli di speranza che la realtà comunque non lesina.

Le cure per l’incolumità e la salute (necessarie) crescono – nel pericolo – grazie alla tecnica, ma da sola la ritrovata o preservata salute non basta a procurarci quei motivi di gioia autentica che tutti desideriamo.

Scopriamo di essere felici quando sperimentiamo il bene, quando siamo autentici, quando viviamo attimi di pienezza, di coinvolgimento nella bellezza: quando cerchiamo e incontriamo ciò che ci salva dall’indifferenza, dalla noia, dalla paura, dal pericolo, dalla morte.

Nel pericolo cresce la salvezza, ma questa possibilità è data nella forma di un dono da accogliere, non come esito di una procedura tecnica.

Con chi non intende sprecare questi lunghi giorni vissuti nell’ombra del pericolo della drammatica malattia virale; con chi sente di non potersi accontentare di preservare la propria salute ma cerca salvezza, vogliamo condividere un’esperienza di bellezza.

Tertio Millennio Film Fest – in questa sua XXIV edizione che celebriamo purtroppo a distanza, ma mettendo in atto ogni tentativo per soddisfare il nostro desiderio di relazione, incontro, dialogo – vuole mostrare l’inizio di un sentiero che corre lungo la direzione da cui viene il dono della Salvezza.

Nell’iniziativa insieme artistica e spirituale di questo festival, è bagliore di salvezza l’esperienza del dialogo concreto vissuto tra le donne e gli uomini delle giurie del festival, espressioni delle differenti confessioni cristiane e delle grandi fedi monoteiste.

Custodisce frammenti di salvezza la pluralità degli sguardi artistici sulla realtà che ci propongono i registi delle sedici opere in concorso (otto lungometraggi e otto cortometraggi), con la pluralità di esperienze che narrano.

Sedici storie provenienti da differenti cinematografie del mondo e da altrettante sensibilità culturali, girate con stili e sensibilità originali ma che tessono un’unica trama, un unico grande racconto che sgorga dallo scavo in profondità di temi attuali, narrati per evidenziare provocazioni e aperture di senso.

Ecco allora le inquietudini degli adolescenti in Adoration, la cacciata dall’Eden in The Last Ones, il rapporto tra oblio e Memoria in Oylem, l’irruzione del miracolo in Liborio, l’inviolabilità del Sacro in This is not a Burial, It’s a Resurrection, l’elaborazione del lutto in The Fisherman’s Daughter, la vera giustizia in Unguarded.

Film preziosi, piccoli gioielli pressoché inediti in Italia, tutti da scoprire e gustare, che offrono l’occasione per riscoprire la verità della nostra umanità, ci invitano al risveglio incalzandoci con ipotesi, domande, possibilità di percorsi nuovi e più umani da compiere con le sorelle e i fratelli nostri contemporanei.

Disponendoci cosi, pur nel pericolo, alla possibilità dell’incontro con la salvezza, con la “vita nuova” che non può più solo essere immaginata, ma è da preparare e vivere.