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La ministra Elena Bonetti a Lecco Film Fest 2021

Elena Bonetti © Stefano MICOZZI

Al Lecco Film Fest si parla della condizione della donna. Su un palco tutto al femminile, si parte dalla Costituzione, da richiesta della moderatrice dell’incontro Elisabetta Soglio, responsabile di Buone Notizie Corriere della Sera, ad Elena Bonetti, Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia: «Quelle 21 madri costituenti della nostra Costituzione sono la radice della scelta democratica che l’Italia fece in quell’assemblea dopo la guerra».

Le bambine spesso sono escluse dall’accesso di alcune competenze e ambiti “perché non è per loro”: «Dobbiamo portarle come società, come scuola, come sistema-Paese, per mano le bambine dentro ciò che fanno più fatica ad affrontare perché possano conoscere e confrontarsi ogni ambito. Questo significa pari opportunità per le donne», spiega la Ministra.

Da al ragionamento della Ministra Bonetti la forza dei numeri Antonella Sciarrone Alibrandi, prorettrice Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano: «In Italia abbiamo il 56% di studentesse all’università, il 51 del totale dei laureati. Poi si scende drasticamente fino al 24% delle donne docenti in accademia e alle sole 7 rettrici». Una segregazione verticale. Alle donne non sono ancora offerte le stesse condizioni per l’accesso alla carriera e l’affermazione personale e professionale di cui invece dispongono gli uomini.

Capita anche nel cinema, spiega l’attrice e laureata in fisica in un mondo di uomini che non le hanno dato spazio in accademia, Maria Roveran: «Diversi sono i trattamenti retributivi, l’accudimento dei figli viene considerato appannaggio femminile, sono diffuse le discriminazioni nei confronti delle donne, anche quelle sottili. Il Me Too ha creato scalpore e ha fatto dire a molte “è successo anche a me”. Ma ci si è fermato lì, non si è agito. Ora bisogna costruirla la parità, parlandone, conquistandola e lavorando sui rapporti tra donne e uomini nel cinema».

Il cinema allora può diventare un veicolo per questo messaggio, conclude Roveran. Eppure dare alle donne le stesse opportunità che hanno gli uomini per affermarsi e impegnarsi nel lavoro e nel sociale significa mettere a disposizione dell’intero Paese energie e competenze, capacità e sensibilità da impiegare a più livelli, dai vertici decisionali ai ruoli più operativi.

Nel Terzo settore – sottolinea Maria Grazia Nasazzi Colombo, Presidente Fondazione Comunitaria del Lecchese Onlus – le donne stanno trainando, in questo periodo di pandemia ancora di più, la presa in carico della cura sui territori. Qui a Lecco le donne stanno fondendo spunti, e li stanno mettendo in pratica, per rendere la Provincia sempre più accogliente anche alle esigenze più nascoste».

Luca Cereda