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Leo Gassmann: “È la diversità che fa bello il mondo”

Leo Gassmann © Stefano MICOZZI

Cantante, autore e doppiatore, è il turno di Leo Gassmann al Lecco Film Fest: un’occasione per intrecciare i diversi linguaggi della cultura. Il cinema come la musica sono sono strumenti con cui cominciare l’arte, ma qual è il “dialetto” di Leo Gassmann chiede Marta Cagnola, giornalista Radio24: «Con la musica racconto quello che vivo ogni giorno, ma attraverso la musica racconto la visione che ho del mondo, che raccolgo da incontri, relazioni e stimoli».

Il Lecco Film Fest è un festival cinematografico, ma vista la strada artistica di nonno Vittorio e papà Alessandro, perché Leo ha scelto la musica e non il cinema? «Sono arti diverse, il cinema è finzione, nella musica vince la sincerità. Non faccio cinema perché ho trovato me stesso nella musica». Cagnola incalza Leo Gassmann sul “peso” del suo cognome nella carriera e nella vita: «Ai provini di X-Factor mi presentai come Leo, ma il mio cognome non mi pesa, anzi, mi rende orgoglioso del lavoro di mio nonno e di mio padre: io però amo ascoltare e con la mia musica do voce alle vicende e alle persone che non hanno “corde vocali” per farlo».

Non si può non citare il brano con cui ha vinto a Sanremo Giovani 2020: «Vai bene così l’ho arrangiato sotto un letto a castello con il mio amico Matteo. Una canzone che dalla parole e la melodia si è sviluppata e si è inserita in un percorso, il cui successo è incidentale, perché l’elemento a cui tengo di più è che quella canzone ha fatto stare bene molte persone. Perché si sono sentite andare “bene così”». Poi è arrivata, dopo qualche settimana il lockdown, e Gassmann tiene a sottolineare come quello sia stato il tempo della scoperta e del riconoscimento di tutte quelle professioni che rendono possibile fare musica e arte.

Leo Gassmann è anche doppiatore, ma gioca “in casa” in questa esperienza nel cinema, perché «nella sala di doppiaggio mi sono sentito a casa, è come uno studio di registrazione e una bellissima avventura in un mondo, quello del cinema, che fa parte della mia vita». Nel 2020 ho prestato la voce a Guy Crood nel film I Croods 2. Se approcciarsi al cinema, chi ha un nonno e un padre come quelli di Leo può mettere pressione, ansia, un male silenzioso di questo tempo, «Io sono consapevole che ci sarà sempre qualcuno migliore di noi, questo non deve frustrare, ma dare lo stimolo per imparare e per crescere: nella musica questo si faceva nel passato molto spesso, crescendo come singoli e come movimento cultuale. Oggi manca, ma spero si possa trovare questo spirito di gruppo», conclude, aggiungendo che «è la diversità che fa bello il mondo, la diversità nel lavoro e nelle passioni personali».