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Rosa Teruzzi: “Non si uccide per amore”

Nell’ultima giornata del Lecco Film Fest assegnato anche il Premio Lucia alla narrativa (dopo quelli alla carriera a Maria Rita Parsi e alla saggistica a Eliana Liotta). Il riconoscimento per la narrativa va a Rosa Teruzzi, giornalista e scrittrice, autrice del programma televisivo di cronaca nera Quarto Grado.

Nel dibattito, con le giornaliste e scrittrici Tiziana Ferrario e Nicoletta Sipos, c’è anche e Luca Morari, AD Ricola Italia. Racconta Teruzzi: «Scrivo i miei romanzi in un casello ferroviario a Colico, nel Lecchese. La mia famiglia aveva ristrutturato una cascina tra due linee ferroviarie, il treno è quindi sempre stato parte della mia vita e per me rappresenta il viaggio e l’avventura. Poi ho trovato questo casello ferroviario, lo vendevano all’asta e ho deciso di comprarlo… Lì nascono tutti i miei romanzi…».

L’ultimo libro si intitola Ombre sul Naviglio, ambientato in parte a Colico, dove vive la protagonista, in parte a Milano. Racconta la storia di tre donne che vivono in un casello ferroviario al Giambellino, quartiere multietnico, dove c’è molta criminalità. Le protagoniste sono una nonna, una mamma e una figlia. Perché in una visione “maschio-centrica” si pensa sempre che i giallisti siano uomini?

Spiega Teruzzi: «Sono giornalista e la cronaca nera è un po’ nel mio dna. Anche se il primo giallo l’ho letto a 20 anni. Da quando ho iniziato a scrivere scrivo solo gialli. Quando provo a scrivere un romanzo d’amore dopo tre pagine ne faccio ammazzare uno. Scrivo gialli perché mi piace trovare la luce tra le ombre».

E sul ruolo della donna le idee sono chiarissime: «Il rispetto delle donne è un tema culturale. Bisogna educare al rispetto sin dall’infanzia. È una stupidaggine dire “delitto d’amore”, non si uccide per amore…».

Beatrice Moia