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Per un cinema che guarda e non passa: l’editoriale di mons. Davide Milani per la RdC di dicembre

Pubblichiamo l’editoriale di Mons. Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo e direttore della Rivista del Cinematografo, per il numero di dicembre della RdC.

 

Il sottotitolo che quest’anno abbiamo scelto per Tertio Millennio Film Fest non solo ha delineato la traiettoria per la venticinquesima edizione del nostro più importante festival, ma ha contemporaneamente dichiarato il modo in cui Fondazione Ente dello Spettacolo, l’editore di questa rivista, si pone nei confronti del cinema. L’esperienza appena conclusa è stata contrassegnata da un grande investimento sulla selezione dei film in concorso e sulla possibilità di incontrare e di fare incontrare agli spettatori i protagonisti delle opere.

E non è impresa agevole, di questi tempi, organizzare un festival in presenza, con il pubblico, giurati e artisti provenienti da diversi continenti. Ma questo desiderio di relazione discende proprio dalla nostra convinzione secondo cui all’atto del guardare il film non può seguire  immediatamente il “passare” oltre: ad un altro spettacolo, ad un’altra occupazione, ad un altro ragionamento.

Tertio Millennio porta nella sua storia la radice dell’incontro. Un’esperienza vissuta in modo particolare con le comunità ecumeniche e interreligiose il cui lavoro nelle fasi preparatorie del festival e nella giuria che assegna il premio principale da qualche anno costituisce un valore aggiunto, regalando una sorprendente profondità di senso e di analisi sui temi che caratterizzano l’iniziativa ispirata dal papa santo Giovanni Paolo II.

Si è realizzato così negli anni uno spazio reale dove “stare” e non passare fugacemente “oltre”, in cui fedi e culture differenti trovano un’esperienza di dialogo. Una volontà di relazione che non ha sterilmente messo al centro se stessa, ma che si è fatta concreta e tangibile con il lavoro comune sui temi del festival e dei film da parte dei rappresentanti delle comunità protestanti, ebraiche e
musulmane, a cui si sono aggiunte quelle di induisti e buddisti.

Un “permanere” vissuto in pienezza da tutti nella settimana dell’evento, dal prologo presso la Filmoteca vaticana e la sala Doria che – riaperta per l’occasione – ci ha regalato la bellezza di vedere il pubblico tornare in sala, godersi il film, il dibattito animato dai nostri critici con gli spettatori e i registi, il confronto nei capannelli dopo la visione…

Un cinema che guarda e non passa: Tertio Millennio ha avuto ancora una volta la forza di partire dal dato più importante che ci accomuna, l’umanità, per scoprire e far scoprire dei film. Vicende racchiuse dentro trame all’apparenza spezzate e invece solo sospese e in attesa di compimento ci hanno ricordato che non c’è un filo interrotto della Storia, come pure alcune vicende epocali  farebbero pensare, ma un nodo nascosto, non visibile, che tiene insieme e dà senso al corso della storia umana.